Zaino scolastico e mal di schiena nei bambini: cosa dice davvero la scienza

Il timore che lo zaino provochi scoliosi o mal di schiena nei bambini non trova conferma nelle evidenze scientifiche più solide: ecco cosa dicono davvero gli studi e quali regole pratiche contano.

Zaino scolastico e mal di schiena nei bambini: cosa dice davvero la scienza

Ogni mattina, in milioni di case italiane, si ripete lo stesso gesto: sollevare lo zaino di un figlio prima che esca per la scuola e chiedersi, con un misto di sorpresa e preoccupazione, come faccia un bambino di trenta chili a portarsi dietro tanto peso. Libri, quaderni, astuccio, borraccia, a volte anche un tablet: il carico cresce di anno in anno, e cresce con esso una domanda che i pediatri sentono ripetere puntualmente a settembre. Da qualche settimana le aule sono di nuovo piene, e con il rientro tornano puntuali anche gli stessi dubbi dell'anno precedente, moltiplicati dal fatto che i programmi scolastici richiedono sempre più materiale da trasportare ogni giorno. Lo zaino fa davvero male alla schiena dei bambini? E, soprattutto, può causare la scoliosi, come molti genitori temono da decenni, magari perché lo hanno sentito ripetere dai propri genitori quando andavano a scuola loro? La risposta della letteratura scientifica è più articolata di quanto suggerisca il senso comune, e in parte smentisce alcune convinzioni molto radicate. Conviene ripercorrerla con ordine, perché tra allarmismo e rassicurazione generica esiste una via più utile, fondata su dati concreti piuttosto che su impressioni tramandate di generazione in generazione.

Quanto dovrebbe pesare uno zaino, secondo la scienza

Il primo problema è che non esiste una soglia universale accettata da tutta la comunità scientifica. La Società Italiana di Ortopedia e Traumatologia Pediatrica indica come riferimento un intervallo compreso tra il 5 e il 15% del peso corporeo dell'alunno, mentre l'American Academy of Pediatrics raccomanda di non superare il 15%. Per un bambino di 30 chili, questo significa restare orientativamente entro i 4,5 chili di carico. Anche il Ministero della Salute, in collaborazione con il Ministero dell'Istruzione, ha diffuso indicazioni analoghe: il peso dello zaino non dovrebbe superare il 10-15% del peso corporeo, e va comunque indossato correttamente, con entrambe le spalline regolate e non a tracolla su una spalla sola.

Andrea Bernetti, vicepresidente della Società Italiana di Medicina Fisica e Riabilitativa, ha ribadito lo stesso principio in un'intervista rilasciata a RaiNews all'inizio dell'anno scolastico: il peso della cartella non dovrebbe superare il 10-15% di quello corporeo dello studente. Conviene però non trasformare questa percentuale in una formula rigida da applicare con la bilancia in mano ogni mattina. Contano anche la corporatura del bambino, il tempo in cui lo zaino resta sulle spalle, la distanza percorsa a piedi e il modo in cui viene indossato: due bambini della stessa età e dello stesso peso possono tollerare carichi diversi, e concentrarsi solo sul numero rischia di far perdere di vista gli aspetti che, nella pratica quotidiana, fanno davvero la differenza.

Cosa succede al corpo quando il carico aumenta

Quando un bambino indossa uno zaino pesante, il corpo reagisce spostando in avanti il baricentro: per compensare, tende a inclinare maggiormente il busto e la testa e a modificare la lunghezza e la velocità del passo. Una revisione sistematica con meta-analisi pubblicata nel 2023 ha confermato proprio questo tipo di adattamento posturale e del cammino, mentre studi più recenti hanno rilevato anche variazioni nella distribuzione della pressione sulla pianta del piede durante la deambulazione. Non si tratta, va precisato, di una deformazione della colonna vertebrale, ma di un aggiustamento temporaneo del modo in cui il corpo mantiene l'equilibrio sotto carico.

Un dato interessante arriva da uno studio condotto su bambini tra gli 8 e i 10 anni: chi portava più del 10% del proprio peso corporeo non riportava più dolore muscoloscheletrico rispetto ai compagni con zaini più leggeri, ma segnalava una fatica percepita significativamente maggiore. È un segnale che vale la pena ascoltare, anche se non equivale a un danno strutturale: la stanchezza a fine giornata, dopo ore di lezione e il tragitto casa-scuola, non va sottovalutata solo perché non compare in una radiografia.

Zaino pesante uguale mal di schiena? Le prove dicono altro

Non esattamente — ed è qui che la scienza corregge uno dei timori più diffusi tra i genitori.

Uno studio osservazionale condotto su oltre 1.400 adolescenti spagnoli aveva effettivamente rilevato un'associazione tra zaini più pesanti e un rischio maggiore di mal di schiena riferito, e per anni questo tipo di dato ha alimentato campagne scolastiche incentrate soprattutto sui chilogrammi. Ma quando si guarda all'insieme della letteratura disponibile, il quadro cambia sensibilmente. Una revisione sistematica firmata da Yamato e colleghi, pubblicata sul British Journal of Sports Medicine nel 2018 e basata su dati relativi a oltre 72.000 bambini e adolescenti, non ha trovato prove convincenti che il peso, il modello o la modalità di trasporto dello zaino aumentino il rischio di sviluppare mal di schiena. Un'altra meta-analisi, firmata da Calvo-Muñoz e pubblicata sull'European Journal of Pain, non ha riscontrato alcuna associazione tra zaini superiori al 10% del peso corporeo e lombalgia in ragazzi tra i 9 e i 16 anni. Due lavori di questa portata, condotti su campioni molto più ampi del singolo studio spagnolo, pesano naturalmente di più nel bilancio complessivo delle evidenze disponibili. Soprattutto, secondo la posizione congiunta della Società Italiana di Pediatria e della Società Italiana di Ortopedia e Traumatologia Pediatrica, non esistono evidenze che lo zaino scolastico provochi scoliosi o altre deformazioni strutturali della colonna vertebrale: la scoliosi ha un'origine multifattoriale, spesso legata a fattori genetici e di crescita, e non viene causata dal peso trasportato sulle spalle durante l'infanzia.

Il mal di schiena in età pediatrica resta comunque un fenomeno reale, solo più complesso di come viene raccontato. Attività fisica insufficiente, lunghe ore trascorse seduti davanti a un banco o a uno schermo, traumi pregressi e caratteristiche individuali incidono, secondo diversi studi, molto più del peso dello zaino da solo. Da evitare, quindi, è l'atteggiamento che scarica ogni responsabilità sul solo materiale scolastico, trascurando il fatto che un bambino sedentario per otto ore al giorno rischia disturbi muscoloscheletrici indipendentemente da cosa porta sulle spalle al mattino.

Le regole pratiche che fanno davvero la differenza

Non significa che si possa ignorare il problema. La prima strategia, la più semplice, consiste nel controllare regolarmente il contenuto dello zaino: libri del giorno precedente, quaderni non necessari e oggetti dimenticati aggiungono peso inutile che nessuno controlla fino a quando non si svuota la borsa sul tavolo della cucina. L'American Academy of Pediatrics suggerisce proprio di verificarlo con frequenza, portando a scuola solo ciò che serve per quella giornata specifica.

  • Il modello dovrebbe essere leggero già da vuoto e proporzionato alla corporatura del bambino, non un modello pensato per un adolescente più grande.
  • Lo schienale va scelto semi-rigido, con due bretelle larghe e imbottite, entrambe indossate e regolate in modo che lo zaino rimanga aderente alla schiena.
  • Gli oggetti più pesanti — i libri, in genere — andrebbero sistemati vicino al dorso, non sul fondo o lontano dalla schiena.
  • Se il bambino deve inclinarsi vistosamente in avanti per reggere il carico, è un segnale pratico, più utile di qualunque percentuale calcolata sulla bilancia, che il peso è eccessivo per quel giorno.
  • Sui tragitti lunghi, e in particolare per i bambini più piccoli, un modello con le ruote può essere una soluzione ragionevole, quando il percorso casa-scuola lo consente.

La responsabilità, però, non ricade soltanto sulle famiglie. Bernetti suggerisce di lasciare alcuni libri direttamente a scuola, magari dotando le aule di armadietti personali come avviene da tempo nel modello scolastico anglosassone, e di ampliare l'uso di materiali digitalizzati per le materie che lo consentono, così da alleggerire concretamente il carico quotidiano. Alcune scuole italiane hanno già introdotto orari organizzati per ridurre il numero di libri necessari in un solo giorno, un accorgimento semplice che riduce il problema alla radice invece di limitarsi a correggerne le conseguenze sulla schiena dei più piccoli.

Il punto su cui concentrare davvero l'attenzione

Se dovete scegliere una sola cosa da controllare questa settimana, meglio verificare come lo zaino viene indossato piuttosto che ossessionarsi sul numero esatto di chilogrammi: uno zaino portato su una spalla sola, con le bretelle troppo larghe o penzolante lontano dalla schiena, mette a dura prova la postura molto più di un carico leggermente superiore alla soglia teorica ma distribuito correttamente. La scienza, in questo caso, non consegna una regola magica capace di eliminare ogni rischio, ma restituisce una scala di priorità più realistica: meno allarme sul peso assoluto, più attenzione a come quel peso viene trasportato ogni giorno, per centinaia di giorni, lungo tutto un percorso scolastico.