Svegliarsi una o due volte durante la notte è del tutto normale e non significa soffrire di insonnia. Il problema nasce quando il risveglio si trasforma in ore di veglia, con la mente che corre e l'ansia di non riaddormentarsi che peggiora ogni cosa.
Perché succede
Il sonno è fatto di cicli, e tra un ciclo e l'altro è naturale affiorare quasi alla veglia. La maggior parte di questi micro-risvegli non li ricordiamo nemmeno. Diventano un problema quando ci agganciamo a un pensiero, guardiamo l'orologio o iniziamo a preoccuparci dell'ora che è.
Cosa NON fare
- Guardare l'ora: alimenta l'ansia del "quante ore mi restano".
- Prendere il telefono: la luce e i contenuti svegliano del tutto.
- Restare a forzare il sonno: più ci si sforza, più il sonno scappa.
Cosa fare invece
Se dopo una ventina di minuti il sonno non torna, conviene alzarsi e andare in un'altra stanza con luci basse, fare qualcosa di noioso e tranquillo come leggere qualche pagina, e tornare a letto solo quando si sente di nuovo la sonnolenza. È meglio che restare a rigirarsi associando il letto alla frustrazione.
La mente che corre
Per i pensieri che si affollano, qualche respiro lento e profondo aiuta a spegnere l'allerta. C'è chi tiene un foglio sul comodino per annotare i pensieri assillanti e "depositarli" fuori dalla testa. L'obiettivo non è addormentarsi a comando, ma togliere pressione: paradossalmente, è proprio quando si smette di inseguirlo che il sonno torna.