Meno sale senza rinunciare al gusto

Meno sale senza rinunciare al gusto

Il sale non è un nemico: serve all'organismo. Il problema è la quantità. In media ne consumiamo circa il doppio del necessario, e gran parte non arriva dalla saliera ma da pane, salumi e cibi confezionati.

Da dove viene davvero

Solo una piccola parte del sale che mangiamo lo aggiungiamo noi a tavola. Il resto è già dentro i prodotti: pane e prodotti da forno, formaggi stagionati, salumi, dadi, sughi pronti, snack salati. Ridurre quello "nascosto" pesa più che togliere il pizzico sulla pasta.

Perché conviene

Troppo sodio fa lavorare di più cuore e reni e contribuisce alla pressione alta, un fattore di rischio silenzioso per ictus e infarto. La buona notizia è che il palato si riabitua: dopo due o tre settimane di riduzione graduale, i cibi troppo salati cominciano a dare fastidio.

Insaporire diversamente

  • Erbe aromatiche: basilico, rosmarino, salvia, prezzemolo.
  • Spezie: pepe, paprika, curcuma, peperoncino.
  • Agrumi e aceto: una spruzzata di limone ravviva senza sodio.
  • Aglio e cipolla: base di sapore per quasi ogni piatto.

Un passo alla volta

Non serve rivoluzionare la dispensa in un giorno. Si comincia leggendo le etichette del pane e dei salumi, scegliendo le versioni meno salate, e si continua usando metà del sale che metteresti d'istinto. Il gusto recupera in fretta, e i piatti diventano persino più interessanti.