Ottobre rosa e mammografia: chi viene invitata, ogni quanto e cosa fare se la lettera non arriva

Tra i 50 e i 69 anni la mammografia di screening è gratuita ogni due anni, ma in alcune Regioni l'invito parte prima e a volte la lettera non arriva: cosa dicono Ministero della Salute, ISS e AIOM, e come muoversi.

Ottobre rosa e mammografia: chi viene invitata, ogni quanto e cosa fare se la lettera non arriva

Il 22 settembre il Colosseo e le sedi del Ministero della Salute e del Ministero della Cultura si sono illuminati di rosa per la presentazione della settima edizione di «La prevenzione è il nostro capolavoro», la campagna promossa da Komen Italia che dal 25 settembre al 9 novembre farà tappa in più di cento città. Ottobre è il mese internazionale di sensibilizzazione sui tumori al seno, e di rosa ne vedrai ovunque. Ma il rosa non prenota nessuna mammografia. I dati della sorveglianza PASSI dell'Istituto Superiore di Sanità (ISS) per il biennio 2023-2024 dicono che, tra le donne di 50-69 anni, una su dieci non ha mai fatto una mammografia preventiva e quasi il 15% l'ha fatta da più di due anni. Tra i motivi che le interessate stesse indicano ci sono la lettera di invito mai arrivata, la mancanza di tempo e la convinzione di non averne bisogno.

Chi viene invitata e ogni quanto

Secondo il Ministero della Salute, lo screening organizzato per il tumore del seno si rivolge alle donne tra i 50 e i 69 anni e prevede una mammografia ogni due anni. L'invito è attivo: di norma non devi prenotare nulla, perché è la ASL di appartenenza a contattarti, in genere con una lettera personalizzata che indica un appuntamento già fissato. Il percorso è gratuito dalla mammografia agli eventuali esami di approfondimento, fino alle cure che dovessero servire, e ogni esame viene letto separatamente da due radiologi esperti, come prevedono le raccomandazioni europee. La fascia 50-69 non vale però ovunque allo stesso modo: «in linea con le ultime raccomandazioni europee», precisa il Ministero, in alcune Regioni l'esame viene offerto a una fascia più ampia, tra i 45 e i 74 anni. L'Emilia-Romagna, per esempio, propone la mammografia ogni anno alle donne tra i 45 e i 49 anni e ogni due anni a quelle tra i 50 e i 74. La domanda giusta, quindi, non è «alla mia età tocca?», ma «che cosa prevede la mia Regione?».

Prima di dare per scontato che a 47 anni non sia ancora il tuo turno, apri la pagina «screening mammografico» del sito della tua ASL o della tua Regione. Due minuti di ricerca evitano di aspettare un invito che dove vivi potrebbe essere già previsto.

Se la lettera non arriva, o se hai meno di 50 anni

Nel Nord e nel Centro il motivo più citato per non aver fatto la mammografia preventiva è che la lettera di invito non è mai arrivata.

Lo mostrano le risposte raccolte da PASSI e rilanciate dall'Osservatorio Nazionale Screening; al Sud, invece, in testa resta la convinzione di non averne bisogno. Se hai tra 50 e 69 anni e un invito non l'hai mai visto, o se l'ultimo risale a più di due anni fa, non aspettare: chiama la ASL, che il Ministero indica come interlocutore. In alcune Regioni l'esame si può prenotare anche con un numero verde o con un sito dedicato. Vale lo stesso se ti sei trasferita da poco, perché gli inviti partono di norma verso le residenti e le domiciliate assistite dalla ASL, e una telefonata al centro screening costa pochi minuti.

Per le donne tra 45 e 49 anni, o per chi non vuole attendere l'invito, esiste una seconda strada che pochi conoscono. In base all'art. 85, comma 4, della legge 388 del 2000, il Servizio Sanitario Nazionale garantisce dal 2001 la mammografia ogni due anni, senza oneri a carico dell'assistita al momento della prestazione, alle donne tra i 45 e i 69 anni, insieme alle prestazioni di secondo livello che l'esame dovesse richiedere. Serve la ricetta del SSN con il codice di esenzione: D03 per la mammografia, D05 per gli approfondimenti. L'intervallo di due anni va rispettato anche se il primo esame è stato fatto in privato, e l'esenzione, precisa il Ministero, è del tutto indipendente dal reddito e dalla condizione lavorativa. Conviene chiedere al medico di famiglia questa ricetta prima di pagare un esame di tasca propria. I tempi per ottenere l'appuntamento, però, dipendono dalla ASL e dalla struttura, e vanno chiesti al momento della prenotazione. Non è un canale marginale: secondo PASSI circa una donna su cinque tra i 50 e i 69 anni (il 20%) ha fatto la mammografia fuori dai programmi organizzati, pagando il ticket o l'intero costo, con differenze regionali enormi, dal 7% della Provincia autonoma di Trento al 32% della Campania.

Il giorno dell'esame, senza sorprese

La mammografia è una radiografia del seno e, spiega il Ministero, permette di vedere lesioni o noduli prima che siano palpabili. Non è un esame doloroso, ma la compressione necessaria può dare fastidio per qualche minuto, e nei giorni che precedono il ciclo la tensione del seno può aumentarlo: non ci sono controindicazioni, chiarisce il Ministero, però se la data è flessibile conviene evitare quel periodo. Se tutto è nella norma, il centro screening comunica il risultato a casa, con una lettera o via e-mail, e rinnova l'invito dopo due anni. Alcune situazioni richiedono invece una telefonata al centro prima di presentarsi:

  • In gravidanza la mammografia, salvo eccezioni, non si esegue: se ricevi l'invito, avvisa il centro e programma l'esame dopo il parto.
  • Allattamento: l'esame si può fare, ma la lettura è più difficile e il centro può consigliare di rimandarlo.
  • Protesi al seno: non impediscono la mammografia, ma vanno segnalate appena arriva l'invito.

Un risultato dubbio non è una diagnosi

Quando una mammografia di screening lascia un dubbio, la ASL telefona alla donna per proporle gli esami di approfondimento: una seconda mammografia, un'ecografia, un agoaspirato, una biopsia, a volte una risonanza magnetica o una visita senologica. Il Ministero ricorda che, nei programmi di screening, un esito positivo non equivale a una diagnosi certa di malattia, ed è proprio per questo che esistono questi passaggi. Alla fine il medico consegna una risposta scritta con il percorso previsto: nuovo invito alla scadenza normale se tutto è a posto, controlli più ravvicinati se serve sorveglianza, oppure, in caso di diagnosi di tumore, l'indirizzamento al trattamento con le informazioni per proseguire. Se la risposta non arriva entro il tempo medio indicato dalla ASL, l'indicazione ufficiale è di contattare il servizio screening, per telefono, per e-mail o di persona. Il silenzio, in ogni caso, non va letto come una buona notizia: se la risposta tarda, la si chiede.

C'è poi un equivoco da togliere di mezzo. La mammografia non previene il tumore: lo individua, quando c'è già, in una fase in cui nella maggior parte dei casi è più facilmente trattabile, come ricorda il Ministero nelle sue FAQ. Per questo l'esame di due anni fa non ti copre per sempre. Se tra una mammografia e l'altra noti un nodulo palpabile, una deformazione o un indurimento della pelle, una retrazione o un sanguinamento dal capezzolo, è necessario rivolgersi tempestivamente al medico, anche se l'ultimo controllo è recente. Da evitare l'attesa dell'invito successivo con un nodulo che hai già sentito; lo stesso vale fuori dalla fascia d'età dello screening, dove il Ministero indica il medico di medicina generale.

I numeri, senza allarmismi

Il rapporto «I numeri del cancro in Italia 2025», citato dal Ministero della Salute, stima 53.686 nuove diagnosi di tumore della mammella nel 2024: 53.065 nelle donne e 621 negli uomini. È la neoplasia più frequente nelle donne, e le donne che vivono in Italia dopo una diagnosi sono circa 925.000. La sopravvivenza a cinque anni è molto alta: l'AIOM la colloca all'86%, contro l'83% della media europea, mentre la pagina del Ministero riporta l'88%.

Sull'adesione, le fonti usano metri diversi e conviene non mescolarli. PASSI intervista le donne e conta anche gli esami pagati di tasca propria: nel 2023-2024 stima una copertura del 75% tra le 50-69enni, con l'86% al Nord, l'80% al Centro e il 62% al Sud (la Lombardia non partecipa a PASSI, quindi il dato del Nord è meno rappresentativo). I dati dei programmi organizzati riportati dall'AIOM per il 2024 indicano invece una copertura del 50%, il «target accettabile», con il 62% al Nord, il 51% al Centro e il 34% al Sud; nel 2020 era al 30%. Le due serie non coincidono perché partono da definizioni diverse, ma raccontano la stessa storia: il divario geografico resta.

Ottobre rosa: cosa c'è di gratuito, e cosa non sostituisce

FrecciaRosa, promossa dalla Fondazione IncontraDonna con il Gruppo FS Italiane e con il patrocinio del Ministero della Salute, porta per tutto ottobre medici specialisti e volontari sui treni: consulenze gratuite per donne e uomini e, in base all'età e alla valutazione medica, anche visite senologiche ed ecografie di supporto, per indirizzare verso gli approfondimenti previsti dal Servizio Sanitario Nazionale. Tre tappe a terra, il 20 ottobre a Cosenza, il 22 allo Scalo San Lorenzo di Roma e il 30 a Genova Sampierdarena, offrono gratuitamente anche screening di mammella, colon-retto e collo dell'utero, vaccinazione contro l'HPV e antinfluenzale, screening per l'epatite C e valutazione dello stato metabolico. Sono buone occasioni per rompere l'inerzia, ma una consulenza su un treno non sostituisce l'invito della ASL né la ricetta con il codice D03: serve a capire da dove ripartire.

Uomini, familiarità e stile di vita

I 621 uomini con una diagnosi nel 2024 ricordano che il seno non è un affare solo femminile: un nodulo, una retrazione o un sanguinamento dal capezzolo meritano la stessa attenzione, anche se nessun programma di screening ti invita. Tra i fattori di rischio il Ministero elenca, oltre all'età, i fattori ormonali, lo stile di vita, la radioterapia pregressa al torace, precedenti displasie o neoplasie mammarie, familiarità ed ereditarietà. Se in famiglia ci sono più casi di tumore al seno o all'ovaio, parlane con il medico di famiglia senza aspettare il calendario dello screening standard. Nella prefazione al rapporto 2025 il ministro Orazio Schillaci annunciava un programma di sorveglianza attiva per i tumori ereditari di mammella e ovaio con l'aggiornamento dei Livelli Essenziali di Assistenza; l'Emilia-Romagna, intanto, offre già un percorso gratuito di valutazione del rischio e sorveglianza personalizzata.

Per la prevenzione primaria il Ministero indica strategie che si sono dimostrate efficaci: non fumare, seguire una corretta alimentazione, fare attività fisica regolare, ridurre la sedentarietà. Sull'alcol la posizione è netta: non esiste una quantità sicura, l'unica tutela davvero efficace è non berne e per le donne il consumo non dovrebbe mai superare 1 unità alcolica al giorno. Nessuna di queste abitudini sostituisce la mammografia: la affiancano.

Se la lettera d'invito è finita in un cassetto, i recapiti del centro screening sono scritti lì: telefona, chiedi quando è il tuo turno e se ti spetta già. Se non l'hai mai ricevuta, parti dal sito della tua ASL o dal medico di famiglia.

Fonti: Ministero della Salute (screening del seno, FAQ, esenzioni, notizie di settembre-ottobre 2026), ISS-PASSI 2023-2024, Osservatorio Nazionale Screening, AIOM, Regione Emilia-Romagna. Articolo a scopo informativo: non sostituisce il parere del medico.