Cambiare alimentazione con l'età: cosa conta dopo i 60 anni

Cambiare alimentazione con l'età: cosa conta dopo i 60 anni

Il corpo che invecchia ha esigenze diverse da quello di un trentenne, e l'alimentazione dovrebbe adattarsi. Dopo i sessant'anni cambiano l'appetito, l'assorbimento di alcuni nutrienti e il rischio di perdere massa muscolare. Qualche accorgimento aiuta a mantenersi in forze e autonomi.

Proteine: più importanti, non meno

Con l'età il corpo utilizza le proteine in modo meno efficiente, e la massa muscolare tende a calare. Per questo, paradossalmente, il fabbisogno di proteine cresce. È utile distribuirle bene nei pasti: un po' a colazione, a pranzo e a cena, da uova, pesce, legumi, latticini e carni magre.

Attenzione all'idratazione

Con l'età lo stimolo della sete si attenua, e si rischia di bere troppo poco senza accorgersene. La disidratazione negli anziani è frequente e può causare stanchezza e confusione. Conviene bere regolarmente durante la giornata, anche senza sentire sete, e includere cibi ricchi di acqua.

Altri aspetti da curare

  • Calcio e vitamina D: per proteggere le ossa, più fragili con l'età.
  • Fibre: per un intestino che tende a rallentare.
  • Cibi facili da masticare: se compaiono problemi dentali.
  • Pasti conviviali: mangiare in compagnia stimola l'appetito.

Il rischio dell'appetito calante

Molti anziani mangiano meno e male, accontentandosi di pasti poveri. È un rischio concreto: la malnutrizione in età avanzata indebolisce e aumpenta la fragilità. Piatti gustosi, vari e nutrienti, anche in porzioni piccole, sono la migliore difesa.

Il piacere resta centrale

Mangiare bene da anziani non significa rinunciare al gusto. Anzi, il piacere della tavola è un motore importante per nutrirsi a sufficienza. L'obiettivo non è la dieta perfetta, ma piatti buoni e nutrienti che invoglino a sedersi a tavola con appetito.