Molti considerano il bicchiere di vino o l'amaro della sera un aiuto per addormentarsi. In effetti l'alcol concilia il sonno nei primi minuti, ma è un'illusione che si paga nel resto della notte. Pochi sanno quanto influisca sulla qualità del riposo.
L'inganno iniziale
L'alcol ha un effetto sedativo immediato: rilassa e fa scivolare più in fretta verso il sonno. Per questo sembra un alleato. Ma è solo la prima parte della storia, quella che ricordiamo, e maschera tutto quello che accade dopo, quando dormiamo.
Cosa succede nella seconda metà
Mentre il corpo metabolizza l'alcol, il sonno diventa frammentato e superficiale. In particolare:
- Più risvegli: soprattutto nella seconda parte della notte.
- Meno sonno profondo e REM: le fasi più ristoratrici risultano ridotte.
- Più visite in bagno: l'alcol ha un effetto diuretico.
Il risultato è che, pur avendo dormito le stesse ore, ci si sveglia stanchi e poco riposati.
La via del buon senso
Non serve demonizzare un bicchiere occasionale a cena. Ma per chi dorme male, ridurre o anticipare l'alcol è uno dei primi esperimenti da provare. Lasciare passare almeno tre o quattro ore tra l'ultimo bicchiere e il letto dà al corpo il tempo di smaltirlo in parte.
Il falso amico della sera
Usare l'alcol come "sonnifero" è una scorciatoia che, a lungo andare, peggiora il problema invece di risolverlo. Chi soffre di sonno disturbato spesso scopre, riducendolo, un miglioramento che non si aspettava.